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Albanesi
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Gli mwmqalbanesi (mwmgin albanese mwmwshqiptarë) sono un mwnagruppo etnico dell'mwnqEuropa orientale stanziato nei mwngBalcani sud-occidentali. Sono accomunati dalla mwnwlingua albanese e tradizionalmente abitano mwoaAlbania, mwoqKosovo – in cui sono gruppi maggioritari – e mwogMacedonia del Nord e mwowMontenegro.
Fin dal medioevo comunità albanesi sono presenti all'esterno della loro area di stanzialità, segnatamente gli mwpqarvaniti in mwpgGrecia e gli mwpwarbëreshë in mwqaItalia meridionale. Nel corso del mwqqventesimo secolo la diaspora albanese raggiunse mwqgTurchia, mwqwGermania, mwraSvizzera e si estese oltre l'mwrqEuropa continentale: si trovano albanesi in mwrgRegno Unito e in mwrwNordamerica.
Prevalentemente mwsqmusulmani a seguito dell'islamizzazione mwsgottomana, buona parte di essi pratica il cristianesimo, sia mwswcattolico che mwtaortodosso. Il mwtqnazionalismo albanese identifica le regioni tradizionalmente a maggioranza albanese come "mwtgAlbania etnica".
Contents
• Etnonimo
• Storia
• Europa
• Lingua
• Cultura
• Note
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Etnonimo
L'etnonimo mwugshqiptarë deriva probabilmente dalla parola albanese mwuwshqip/mwvashqiptoj, per indicare l'insieme di persone che parlano e pronunciano la stessa lingua. Da qui deriva il nome mwvqShqiperia per chiamare l'mwvgAlbania. Romanticamente il Paese è anche definito "Paese delle Aquile", in quanto mwvwshqiponj significa letteralmente mwwaaquila. Questo termine apparve solo durante la dominazione turca, sostituendo il nome originario mwwqArbër e quindi mwwgArbëria per l'Albania (da cui derivano mwwwarbëror o mwxaarbëreshë). La denominazione "albanesi" ha origine dalla gente mwxqillirica degli mwxgAlbanoi, i quali vivevano nelle zone dell'Albania centrale.cite-ref-4[4]cite-ref-5[5]cite-ref-6[6] In epoca moderna essi sono conosciuti dagli altri popoli con i nomi di: mwawalbanski in mwbaslavo, mwbqalvanós in mwbggreco, mwbwarnavutlar in mwcaturco.
Storia
Sull'origine degli albanesi ai diversi storici sono giunti poche fonti. La tesi sostenuta da diversi albanologi cite-ref-7[7] cite-ref-8[8] cite-ref-9[9] è quella di un'origine mwgqillirica. Visto che le fonti storiche non trattano di movimenti e migrazioni degli albanesi, che dovrebbero aver occupato quei territori, la tesi probabile è quella di una presenza autoctona sui Balcani. Inoltre, molti elementi culturali albanesi, hanno elementi comuni con altre culture presenti in quelle regioni, ed escludono un'origine fuori dai Balcani. Il Kanun per esempio, il codice che disciplinava gli albanesi, aveva punti condivisi con gli mwggIlliri per quanto riguardava i clan. L'mwgwepos albanese, che è stato tramandato oralmente, ambientato intorno al VII e VIII secolo, tratta anche del grande influsso che hanno avuto le tribù di mwhaSlavi, e molte zone storiche nell'epos corrispondono a diverse regioni in mwhqCroazia, mwhgMontenegro, mwhwKosovo e soprattutto nord dell'mwiaAlbania.
Altre tesi sollevate che però non hanno ricollocamenti storici riguardanti la migrazione, sono quelle di una origine autoctona ma derivante da diverse tribù della mwigDacia o mwiwTracia, e che avrebbero mantenuto la propria lingua, a differenza dei mwjarumeni. Anche questa tesi però non si può portare fino in fondo, per la stessa mancanza di fonti incontrata nella tesi illirica.
Studi genetici recenti, tra cui un’analisi di DNA antico pubblicata su Nature nel 2026 cite-ref-10[10], hanno fornito nuovi elementi a favore della continuità locale nei Balcani occidentali. I dati indicano che la popolazione albanese moderna deriva in larga misura da gruppi presenti nella regione già dall’mwkgetà del Bronzo e del mwkwFerro, con una continuità genetica rilevabile fino al mwlaMedioevo. A questa componente principale si aggiunge un apporto minoritario legato a migrazioni successive, in particolare mwlqslave, senza però alterare in modo sostanziale il substrato autoctono.
Distribuzione
Europa
Circa 10 milioni di albanesi si trovano all'interno della mwnqpenisola balcanica; metà di essi risiede in Albania, mentre i rimanenti sono divisi tra mwngKosovo, mwnwMontenegro, mwoaMacedonia del Nord, mwoqGrecia e, in misura molto minore, mwogBosnia ed Erzegovina, mwowBulgaria, mwpaCroazia, mwpqRomania, mwpgSerbia e mwpwSlovenia. Circa 1,5 milioni sono, invece, gli albanesi che risiedono nel resto d'Europa, la maggior parte in mwqaItalia, mwqqRegno Unito, mwqgGermania, mwqwSvizzera, mwraSvezia, mwrqAustria e mwrgFrancia. L'Italia ha una minoranza storica albanese conosciuta con il nome di arbëreshë, sparsa in tutto il mwrwMezzogiorno ma presente soprattutto in mwsaCalabria. L'immigrazione albanese in Italia è aumentata a partire dal 1991, in seguito alla caduta del comunismo.
Kosovo e Macedonia del Nord
All'inizio degli anni 1990 il mwvgKosovo diventò teatro di proteste popolari e scontri etnici tra albanesi e mwvwserbi. La situazione precipitò nel 1998 con la mwwaguerra del Kosovo; la questione si conclude nel 2008 con la dichiarazione unilaterale dell'indipendenza dalla Serbia. Il mwwqconflitto nella Repubblica di Macedonia del 2001 contrappose invece gli albanesi e le autorità macedoni. La questione si risolse con la concessione di maggiore spazio agli albanesi all'interno della vita politica macedone e col riconoscimento ufficiale della lingua albanese accanto al mwwgmacedone. Negli anni successivi si è assistito ad una riconciliazione tra le due etnie.
Italia
La prima migrazione degli albanesi (al tempo denominati mwzwarbëreshë) avvenne subito dopo la morte di mw0aGiorgio Castriota Scanderbeg. Molti albanesi, non accettando la dominazione ottomana, emigrarono verso l'mw0qItalia meridionale, stabilendo numerose comunità note nel loro insieme come "mw0gArberia". Gli arbëreshë conservano una variante arcaica della variante tosca della lingua albanese. Gli albanesi d'Italia appartengono maggiormente alla mw0wChiesa cattolica italo-albanese, altri invece sono di religione cattolica secondo il rito latino. Gli arbëreshë hanno avuto il riconoscimento dallo stato italiano come minoranza etnica, contando 80.000 individui che parlano mw1aarbërisht. Membri della comunità costituirono nel XV secolo la mw1qScuola di Santa Maria degli Albanesi a mw1gVenezia.
Una vasta migrazione si verificò a partire dagli anni 1990 dall'Albania verso l'Italia. Gli albanesi costituiscono oggi il secondo gruppo di stranieri in Italia dopo i rumeni.
Medio Oriente
Turchia
Gli albanesi non sono riconosciuti come minoranza in Turchia. Secondo una stima circa cinque milioni di cittadini turchi hanno origini albanesi.cite-ref-saunders98-1-8[1]
Americhe e Oceania
Negli Stati Uniti il numero raggiunge i 500.000 secondo l'ultimo censimento degli mw4qStati Uniti d'America, tenutosi nel 2006.cite-ref-13[13] Molti sono anche gli albanesi che vivono nell'mw5gAmerica Latina, concentrati in mw5wArgentina, mw6aBrasile e mw6qMessico, sebbene il loro numero sia assai minore che negli mw6gStati Uniti.
In mw7aAustralia e mw7qNuova Zelanda risiedono in totale 12.000 albanesi.
Lingua
La lingua parlata dagli albanesi è l'mw9qalbanese, che costruisce un ramo a parte nella famiglia delle mw9glingue indoeuropee. Tradizionalmente la lingua albanese si divide in due dialetti principali: mw9wghego e mw-atosco. Il dialetto ghego è parlato in Albania settentrionale, Kosovo, Macedonia del Nord e Montenegro, mentre il tosco si parla nell'Albania centro-meridionale, nella Macedonia del Nord meridionale e in mw-qCiamuria.
Secondo alcuni studi la lingua albanese è ereditaria dell'idioma che parlavano gli mw-williri, antico popolo che viveva nei Balcani occidentali. In Albania la lingua ufficiale è il cosiddetto albanese standard, ovvero una lingua che fonde i due dialetti, anche se ha maggiori affinità, nella pronuncia e nella grammatica con il tosco, tanto da renderli difficilmente distinguibili. Anche il Kosovo ha adottato, come lingua ufficiale, l'albanese parlato in Albania, anche se, al di fuori dei media e delle scuole, nella vita quotidiana si parla il dialetto ghego, così come in Montenegro e in Macedonia.
Religione
Prima della mwaqicristianizzazione e dell’islamizzazione, le popolazioni dell’area albanese praticavano forme di religione politeistica paleo-balcanica, generalmente ricondotte al contesto illirico. Tali credenze includevano mwaqqil culto degli antenati, delle forze naturali e di divinità legate alla fertilità, alla guerra e alla montagna, oltre a un forte sistema di norme tribali e rituali. Numerosi elementi di questo substrato sopravvissero nei secoli successivi sotto forma di tradizioni popolari, diritto consuetudinario (come il mwaquKanun), simbolismo e pratiche rituali, spesso integrati o reinterpretati all’interno delle religioni successive.
Questo substrato precristiano ha contribuito a una peculiare gerarchia identitaria nella società albanese, in cui l’appartenenza etnica e culturale tende a prevalere su quella confessionale. Tale fenomeno è sintetizzato nel celebre verso di Pashko Vasa, tratto da O moj Shqypni: «E mos shikoni kisha e xhamia: Feja e shqyptarit asht shqyptaria!» cite-ref-14[14] (“E non guardate chiese e moschee: la fede dell’albanese è l’albanesità”), espressione di una continuità culturale profonda che si dimostrò di grande importanza durante il mwaqsRisveglio Albanese e in parte contrastante con le mwaqwdottrine universalistiche del cristianesimo e dell’islam.
La prima religione mwaq4monoteista che si diffuse nelle terre dell'mwaq8Illiria fu il mwaracristianesimo, che divenne in seguito la religione maggioritaria. Dopo il mwareGrande Scisma del 1054, gli albanesi si trovarono divisi tra il mwaricattolicesimo (maggioritario in mwarmKosovo), e l'mwarqortodossia. Durante la dominazione dell'mwaruImpero ottomano la maggior parte della popolazione albanese si convertì all'mwaryislam, mantenendo però anche le tradizioni originarie basate sul mwarcKanun, testo di carattere laico che rimase in vigore fino all'inizio del XX secolo, facendo in modo che non esistessero grandi differenze culturali tra albanesi di diverse fedi né che vi fossero conflitti religiosi. La principale mwargconfraternita islamica che si radicò nei territori albanesi fu quella dei mwarkbektashi.
Nel corso del XX secolo il mwarsRegno albanese e poi la mwarwRepubblica Popolare Socialista d'Albania decisero di intraprendere la via della mwar0secolarizzazione. Nel 1967 fu proclamato in Albania l'mwar4ateismo di stato; tutte le confessioni cristiane e l'islam furono proibiti e la maggior parte dei luoghi di culto rasi al suolo o destinati ad altri scopi. La repressione religiosa si protrasse fino al 1991. In seguito al crollo del comunismo molti albanesi sono tornati alla pratica religiosa. I mwar8musulmani rappresentano oggi in Albania una piccola maggioranza della popolazione, un quarto dei quali bektashi, mentre i cristiani sono tra il 20% e il 25%. La maggioranza della popolazione in Albania, pur mantenendo un legame identitario con la propria religione, non è però praticante.cite-ref-15[15] Il 95% degli mwasqalbanesi del Kosovo è musulmano, mentre i rimanenti sono perlopiù cattolici. In mwasuMacedonia del Nord i musulmani rappresentano invece la quasi totalità degli albanesi; a differenza degli albanesi dell'Albania, in gran parte secolarizzati, tra gli mwasyalbanesi della Macedonia del Nord la pratica religiosa è molto più forte e radicata e l'islam rappresenta uno dei principali elementi identitari per la comunità.cite-ref-16[16]
Cultura
Gli albanesi della diaspora fanno riferimento principalmente alla mwatebandiera dell'Albania come simbolo nazionale; i colori nazionali sono tradizionalmente il mwatirosso, il mwatmnero, il mwatqbianco e più raramente, il mwatucolor oro. La mwatystella a sei punte, la quale è stata usata ufficialmente per la prima volta da mwatcScanderbeg, viene anch'essa considerata simbolo nazionale. Secondo varie interpretazioni la stella deriva dal simbolo del sole, che per gli Illiri era fonte della vita eterna. Nei tempi medievali la stella a sei punte divenne simbolo di mwatgDio e più tardi dell'unità interreligiosa del popolo albanese.cite-ref-17[17]
Tra i costumi tradizionali spiccano la mwat4qeleshe o Plis, tradizionale copricapo di lana maschile di color bianco (simile al mwauaPileo Greco-Romano), e la mwauemwauixhubleta, abito tradizionale femminile, inserito nel 2022 dall'mwaumUNESCO nella mwauqlista del patrimonio culturale immateriale che necessita di urgente tutela.cite-ref-18[18]
Galleria d'immagini
Note
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Voci correlate
• mwajoArbanasi
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• mwakiIlliri
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